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martedì 16 agosto 2011

50 Cavalcando le onde




Camargue!
Olio su tela cm.40x70
Prima dei tredici anni, non avevo mai sentito parlare della Camargue. Fu a seguito della proiezione di un film a scuola, storia di un ragazzo che scappava in mare su un cavallo dalla criniera bianca, che l'insegnante di lettere ci diede qualche notizia di questa zona della Francia, il cui nome affiorava poi di tanto in tanto in qualche racconto o sulle pagine di riviste tipo National Geographic. Se non sbaglio a capire il francese, Brassens canta di volervi esser sepolto per passare la morte in vacanza, ma fu solo attorno ai quaranta che vi transitai brevemente, in via per la Spagna, e vidi di sfuggita la sua gente di taglio Gitano, una taverna con chitarre appese al muro, promesse di tablao flamenco nella sera che trascorsi altrove perchè non guido la macchina ed ero l'unico cui la cosa potesse interessare. Intravidi anche le mandrie semibrade di questi cavalli che sono grigi e bianchi nell'età adulta, scuri da puledri. Perciò questo quadro rappresenta più un luogo della mente, che un ricordo di un posto reale, offrendo così il pretesto per cercare la luce, lo sciabordìo delle onde interrotto dai tonfi del galoppo, lo scintillio degli spruzzi vivacizzato dai colori iridei che il sole produce sulle gocce. Il taglio dell'inquadratura, che esclude l'orizzonte, vuole suggerire una spazialità oltre i limiti del quadro, richiamando il cielo sereno e luminoso nel suo riflesso in mare.

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