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martedì 9 ottobre 2012

62 Inseguendo una memoria

Senza Titolo  incisione a punta secca stampata in proprio cm.10x15                 

                                                                                                                                                                                                                                   

Il dono del vento Olio su tela cm.65x90

Non ricordo quanti anni fa, fui colpito dalla assoluta bellezza di una piccola testa femminile magistralmente scolpita in ebano da un ignoto scultore di non so quale paese africano. Straordinario come il Maestro avesse reso la tipica morbidezza della chioma con semplici righe incise in un incrocio regolare di normali e diagonali: la luce sminuzzata sul nero lucido dava nel legno durissimo la soffice consistenza della capigliatura Afro, confrontandosi magnificamente con la levigatezzza dell'epidermide. Avendo di recente comprato un piccolo torchio, ho ripreso l'incisione a punta secca, che in passato avevo più volte saggiato e lasciato cadere per i problemi della stampa, ho voluto cimentarmi sullo zinco in quell'effetto ottenuto incidendo l'ebano. Non ho neanche sfiorato il risultato dello sconosciuto collega Africano, ma la figuretta m'è parsa comunque gradevole e non priva di una certa eleganza, così ho pensato di svilupparla in un quadro. Non volendo limitarmi alla figura sulla spiaggia, ho eliminato la linea d'orizzonte cercando la profondità di campo nell'ammassarsi dei colori verso il fondo; ho evitato facili effetti di fuga (palizzate, vegetazione) nel lembo di bagnasciuga, ho anche cercato di dare il senso di distanza con le onde, dettagliando quelle in primo piano per dissolvere in un diffuso brillio verso il fondo. Ho trascurato il dettaglio della capigliatura per non smarrirmi in una ricerca minimalista, evitando anche di decorare il tessuto per concentrarmi sull'effetto del vento. E' rimasto il movimento delle mani, e lo sguardo non privo di malizia, ma l'episodio del corpo scoperto di sorpresa induce ad un vago confronto con la Venere di Botticelli, che nasce dal mare, col vento che la spettina e gonfia il mantello di seta che le vien porto...non s tratta di un riferimento intenzionale, è una considerazione a lavoro quasi completo, l'associazione dell'acqua alla bellezza femminile credo sia fisiologica per qualche percorso mentale, oltre che un comodo pretesto per mostrare nudità; volendo poi riferirsi a qualcuno, è ovvio scegliere gli Autori più importanti.


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