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giovedì 18 marzo 2010

30 Heart of Darkness-rilettura

Credo che la traduzione ricorrente,"cuore di tenebra", sia inesatta. Leggendo il romanzo di Conrad, mi pare più appropriato "il cuore delle tenebre", perchè il soggetto mi pare essere il mistero inesplorato nel profondo della giungla, come dell'animo umano, di cui Kurtz è un'espressione, e non il soggetto stesso, come potrebbe invece apparire dall'interpretazione cinematografica di F.F. Coppola, che però, nella lunga versione non mandata nelle sale, ci presenta un panorama più diversificato di varia umanità, anime perse vaganti negli inferi che il cinico capitano con incarico speciale attraversa non senza qualche sbalordimento, fino a raggiungere l'angelo sterminatore che gli toccherà di giustiziare, in quello scenario apocalittico dichiarato dal titolo del film
Io conosco solo la giungla urbana, e l'inesplorato metropolitano, che può anche essere una fermata di autobus o di treno locale nell'hinterland, o le luci di una strada parallela a quella che il nostro mezzo percorre, o quando si arriva sonnecchiando in un altro posto, non necessariamente troppo lontano, vagamente coscienti di dover affrontare situazioni alle quali non ci si sente preparati e che volentieri avremmo trascurato.
Oltre la ovvia ricerca pittorica sui toni scuri, la profondità di campo e le dinamiche, in questo piccolo olio su tela(cm.50x65)ho voluto considerare aspetti della distanza fra le persone, del viaggio e della vita, riflessioni che si fanno nel tempo sospeso che precede l'arrivo in stazione. Una stazione qualsiasi.

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