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giovedì 22 aprile 2010

35 A Venezia

Venezia (da Sargent)
Olio su tela cm.40x50


Venezia a memoria
Olio su tela cm.50x60


Vittore Carpaccio Back Home
Olio su tela cm.40x50



Camminando
Olio su tela cm.50x60
Difficile, anzi impossibile, non innamorarsi di Venezia.
Impossibile non incazzarsi per quel che le fanno turisti, governo e veneziani. Impossibile non apprezzare certe improvvise solitudini che sorprendono chi vi si perde.
Vado a Venezia tutte le volte che posso, e puntualmente provo il desiderio di mettermi a dipingere sul bordo di un canale, o all'ombra di un sotoportego, ma certe cose non usano più, così mi limito a bere tutte le immagini che posso, per servirmi della loro memoria quando, a casa, dipingo Venezia. Può anche succedere che prenda da qualche Autore, o che mi serva di fotografie, ma la cosa principale è che cerco sempre di ricreare l'anima di questa meraviglia, le sensazioni che la città riesce a dare tutte le volte che ci si ritrova.
Il primo lavoro in alto è preso da un acquerello di Sargent, trattato ad olio alla mia maniera su una tela 40x50, e visto adesso mi sembra molto scolastico, si sente tutto il peso del grande Maestro, ma c'è la luce, e la pietra , e l'acqua, senza dubbio si tratta di Venezia.
E Venezia a memoria é il titolo del secondo, 50x60 dipinto da un veloce schizzo fatto forse dodici anni prima, è quindi la memoria che ha prodotto la maggior parte di questo lavoro. Col terzo lavoro mi rivolgo a Carpaccio ed al festival del cinema, in un paesaggio di pura fantasia: olio su tela cm. 40x50, Vittore Carpaccio back Home. Ho cercato di richiamare i colori del Maestro, ponendo il punto di vista in basso, come da su una gondola; la presenza dell'acqua si riflette sui muri, l'effetto non è il più felice, ma da qui comincia un discorso che intendo proseguire, dipingere Venezia senza dipingere l'acqua, facendola in qualche modo avvertire, evitandone la rappresentazione più consueta. Il titolo in Inglese evoca il cosmopolitismo del cinema, e la casualità di un lenzuolo steso, di proporzioni esagerate, suggerisce un silver screen che Carpaccio avrebbe saputo vivificare come i suoi teleri. Manca l'acqua anche nell'ultimo pezzo, "Camminando", un olio su tela cm. 50x60 dove ho lavorato solo di fantasia, celebrazione delle passeggiate Veneziane che preferisco. Un pigro ambiente domestico, l'eterno appostamento del gatto, gli eterni piccioni, una bella giornata col sole, anche d'ottobre, sole che gioca i suoi riflessi sulle pareti e sotto il ponte, il sontuoso palazzo che emerge discretamente sullo sfondo, Dimensione Umana in cui sono a mio agio. Ammetto una volta di più che il riverbero riflesso dall'acqua pootrebbe esser fatto meglio, ci studierò.

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