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martedì 6 aprile 2010

33 Pensiero remoto


Tempera su carta, circa 50x70, dipinto nei primi '70, intelaiato di recente, e titolato Veloce, di notte.
Avevo un pezzo di quella cartaccia bluastra con cui una volta si ricoprivano i libri di scuola, ma che serviva anche per confezionare i chili di spaghetti in pacchi chilometrici. Con tempera da studio, tracciai questo quadro senza troppo starci a pensare; al dipinto, non pensavo, pensavo invece a tutte le suggestiondi un viaggio notturno, guardando fuori dal finestrino di un treno. Rapide apparizioni di crateri profondi che sparano vegetazione, cespugli e canneti, luci improvvise, materializzazioni di colori subito riassorbiti dall'oscurità sferragliante, un fischio taglia attraverso tutto, lontanissima appare una città illuminata che tarda ad avvicinarsi.
Con la pittura maturata in 30 anni, ho ripreso l'argomento nel "Cuore delle tenebre", associandovi il senso di mistero magnetico così ben narrato da Conrad, elaborando nella direzione della mia ricerca attuale le tinte che qui avevo indicato con poche, rapide pennellate d'una temperaccia da scuola date col più miserabile pennello made in China.

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