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domenica 1 novembre 2009

2 Mi spiego

Da anni ormai dipingo quasi solo ad olio, impastando i pigmenti con una mestica composta di olio di lino crudo, essenza di trementina e vernice mastice, ma cerco di destreggiarmi in più tecniche, scoprendo sempre cose nuove, e rendendomi conto di come tutti itipi di pittura sono riconducibili a pochi elementi essenziali, corredati poi da un'infinità di personalizzazioni che fanno la differenza tra i lavori dei vari autori. Quando ripresi a dipingere seriamente, dopo anni passati a cazzeggiare in vari modi, mi dedicai alla tempera, per ridurre i tempi di asciugatura, e per darmi un rigore che mi avvicinasse ai Maestri del nostro Rinascimento, impastando i pigmenti con una mestica al bianco d'uovo che dava risultati di eccezionale limpidezza, come spero si capisca dall' immagine che allego. Il soggetto fa riferimento a quel Turner dove uno sbuffante naviglio umilia un superbo veliero trainandolo, ma qui è la vecchia caffettiera che umilia un locomotore in avaria, dopo un nubifragio che ha danneggiato la linea elettrica. Rapportandomi al grande Maestro britannico, ho evitato di tentare l'imitazione della sua inarrivabile tecnica, cercando invece di richiamare il tono crepuscolare che in Turner concettualizza il passaggio epocale, mentre nel mio lavoro è un fatto incidentale, pretesto per cercar tinte che sfumassero una nell'altra.

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