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sabato 21 novembre 2009

12 Work in progress 3


Siccome per sopravvivere devo fare un lavoro che mi impegna fino alle 17,30, riesco a dedicare alla pittura circa un'ora ogni giorno più 4 o 5 ore del sabato, per cui i progressi significativi vanno di settimana in settimana.
Qui si può vedere che ho proceduto alla definizione delle tinte, ed all'impostazione del paesaggio sullo sfondo, preferendo la rappresentazione di un'area industriale che chiude il quadro, richiamando anche un bordone di suoni da officina su cui si alza lo sbuffo ed il fischio della macchina a vapore, una potente Hudson 4-8-4 (gli americani contano le rute, non gli assi). I verdi sono stati ottenuti accostando tratti di giallo di cadmio rinforzato con bianco titanio, a tratti di azzurro cobalto, grattando poi con spatola e lavorando di pennello, aggiungendo scuri di blu per ombre e volumi, mischiando qua e là anche bruno e terra d'ombra per spegnere il verde.Ho velato il tutto con azzurro e scuro neutro spruzzati passando il dito in cima ad un pennello rigido, si può usare anche un vecchio spazzolino da denti o si potrebbe fare un buon lavoro con un aerografo, ma io vendetti i miei quando smisi, nel '90, di lavorare per i pubblicitari (per la verità furono loro a smettere, per una crisi del mercato, ma non ho rimpianti, se non per i denari). E poi, l'aerografo va pulito, il compressore ingombra, il tubo infescia; meglio sarebbe una pompetta del flit, oggetto diventato introvabile.
Ma torniamo al quadro: con un rosso di cadmio ho rilevato qualche dettaglio, vivacizzato l'erba, sottolinato degli stacchi, la pittura poi coprirà gran parte della sfacciataggine di questo bel colore.
Il fumo ha cominciato a prendere corpo, e già si intuisce il metallo sudato della caldaia, ma molta strada c'è ancora da percorrere per arrivare alla pittura che ho in mente.

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