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domenica 8 novembre 2009

7 Sul disegno










Ho cominciato a disegnare che camminavo appena, ed ho continuato a farlo nel corso della vita, suscitando nel tempo ammirazione, invidia, fastidio, interesse professionale, talvolta emulazione, ma riscontrando troppo spesso meno attenzione al disegno di quanto avrei desiderato, specie da parte degli "addetti ai lavori", intendendo come tali art directors, capimastro, architetti, insegnanti d'arte e simili. Personalmente, ritengo il disegno alla base di tutte le arti figurative, e ci infilo dentro cinema, design, haute couture e quant'altro, rimandando tutti a quanto affermato a proposito del disegno da Leonardo da Vinci, e mantenendo come principio fondamentale quel "nullo die sine linea" di non ricordo quale grande artista dell'antica Roma, e penso alle meraviglie pompeiane...
Le tecnologie informatiche ampliano sicuramente gli orizzonti, ma io chiamo disegno quello che si fa manualmente, usando un mezzo materiale che tracci su una superficie materiale:carbone,matita, pennello, penna, dito o che altro su carta, muro, legno, pietra...
Mouse, penna elettronica, plotter o che so io non hanno quel rapporto fisico essenziale, quell'intervento diretto sulla trasformazione del materiale, il che non significa che non ce se ne debba servire, solo che il saper disegnare arricchisce le possibilità del mezzo tecnologico. Inoltre il disegno come l'intendo io è insostituibile per svilluppare poi la pittura come la intendo io, sempre attraverso trasformazione di materia in modo artigianale.
Ritengo che l'Arte che realizza immagini con altri mezzi, sia assimilabile alla fotografia o a qualcosa con altro nome che non so; parlando di pittura, mi piace intendere qualcosa che viene fatto con l'impasto di terre e solventi.
A sostegno di quanto detto sul disegno, allego le immagini di lavori decorativi eseguiti su tela, ad acrilico per velocizzare i tempi d'esecuzione, dopo aver studiato accuratamente su disegni a carboncino proporzioni e chiaroscuro che richiamassero, per quanto possibile senza copiare pari pari,quel gusto liberty che ha in Mucha il rappresentante più significativo.

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