| Susanna e i pesci rossi Olio su tela cm.60x80 |
| Posa Olio su tela cm.70x100 |
| Rosso! Olio su tela cm.60x90 |
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| monocromatico di preparazione sulla tela |
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| Il sole ala finestra Olio su tela 55x115 |
Argomenti ed immagini sulla pittura dipinta, con commenti, enunciazioni, ragguagli tecnici e quant'altro può starci. Scopo è di far conoscere il mio lavoro, ma non disdegno dialoghi fra colleghi.
| Susanna e i pesci rossi Olio su tela cm.60x80 |
| Posa Olio su tela cm.70x100 |
| Rosso! Olio su tela cm.60x90 |
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| monocromatico di preparazione sulla tela |
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| Il sole ala finestra Olio su tela 55x115 |
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| Prima luce Tempera su tela cm.25x40 |
| Dal mare Olio su tela cm.50x60 |
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| Fine dell'orizzonte Olio su tela cm.30x50 |
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| Una cert'ora Olio su tela cm.30x50 |
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| Piccolo battello verso sera Olio su tela cm.40x50 |
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| Luce sul mare Olio su tela cm.50x70 |
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| Meet Me at the River Olio su telea cm. 65x95 |
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| Il gattino rosso di Susanna Pastello a olio su carta cm.50x70 |
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| Susanna e il lenzuolo a fiori Pastello a olio su carta cm.35x50 |
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| Pala per L'Aquila Olio su tela cm.90x120 |
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| Primo studio |
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| Bozzetto gouache |
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| Save the Last Dance for Me Olio su tela cm. 90x110 |
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| Across the Bridge Pastello a olio su cartone cm.35x50 |
| Lady and a Tramp Olio su tela cm.40x70 |
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| Mood Indigo Pastello a Olio su cartone telato cm.35x50 |
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| Venezia (da Sargent) Olio su tela cm.40x50 |
| Venezia a memoria Olio su tela cm.50x60 |
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| Vittore Carpaccio Back Home Olio su tela cm.40x50 |
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| Camminando Olio su tela cm.50x60 |
| Susanna e i pesci rossi Olio su tela cm. 60x80 |
Credo che la traduzione ricorrente,"cuore di tenebra", sia inesatta. Leggendo il romanzo di Conrad, mi pare più appropriato "il cuore delle tenebre", perchè il soggetto mi pare essere il mistero inesplorato nel profondo della giungla, come dell'animo umano, di cui Kurtz è un'espressione, e non il soggetto stesso, come potrebbe invece apparire dall'interpretazione cinematografica di F.F. Coppola, che però, nella lunga versione non mandata nelle sale, ci presenta un panorama più diversificato di varia umanità, anime perse vaganti negli inferi che il cinico capitano con incarico speciale attraversa non senza qualche sbalordimento, fino a raggiungere l'angelo sterminatore che gli toccherà di giustiziare, in quello scenario apocalittico dichiarato dal titolo del film![]() |
| Gouache |
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| Olio su tela |
Nel filmato mostro alcune fasi di questo lavoro, olio su tela cm.50x80, per mostrare che, pur partendo da un cartone studiato, modifico il disegno dipingendo, alla ricerca di un'ottimizzazione finale. Non potendo permettermi modelle professioniste, disegno i nudi sulla memoria di qualche lezione a Brere, servendomi di fotografie e tavole anatomiche, talvolta prendo l'immagine da una riproduzione d'Autore, mai totalmente da fotografia: le lenti producono svarioni proporzionali, che, se sono accettabili nel linguaggio fotografico, generano disarmonia nel dipinto. Penso che la figura dipinta possa accettare qualsiasi modifica e deformazione che sia decisa e voluta da chi dipinge, le modifiche dovute alla fotografia sono invece pilotate dal mezzo, con una casualità che raramente funziona. Tutte le mie figure sono "inventate" o dovrei dire "costruite", con la pratica di disegno che dichiaro e promulgo ogni volta che mi capita. Non si sa mai disegnare perfettamente, si migliora disegnando sempre, si pensa un quadro e si schizza rapidamente un progetto, poi si considerano i vari elementi, li si studia, si torna all'insieme...forse quel quadro non lo dipingeremo, forse ne faremo uno procedendo di getto. Ma il prodotto dello studio ci condurrà comunque alla visione mentale dell'insieme, e magari inconsciamente, il nostro lavoro se ne gioverà.
Olio su tela cm.30x40. Concluso da poco più d' una settimana, non è un lavoro particolarmente pensato, rientra nella serie della ricerca sul movimento e sulle luci,è figurativo, ma penso che si possa guardarlo per tutti i versi, come un buon quadro astratto. Penso anche che cose di questo genere sia meglio farle su formati più grandi, almeno il doppio, per poter sviluppare bene i passaggi di colore. Qui il problema è sorto quando pensavo d'aver finito, chè guardandolo qualche giorno dopo giallo e azzurro creavano un contrasto buono per la reclame della cera per pavimenti, così ho modificato frapponendo punti di bianco e correggendo i colori. Un lavoretto, insomma, non molto importante, anche se sono quasi soddisfatto degli sbuffi; riprendendo il soggetto, cercherei di farlo meno piatto dall'alto, con maggiore profondità di campo. Anche a questo serve avere semprre qualcosa da dipingere tra le mani, intanto che si dipinge qualcosa, e si applica un colore, o si elabora una testura,o si fa una velatura, si pensa a qualcos'altro che si potrebbe fare, o come funzionerebbe quella data velatura sull' altro lavoro che stiamo facendo, magari si sospende il lavoro in atto e si inizia qualcosa che è venuto in mente, il che, dipingendo ad olio, compensa i tempi necessari per l'asciugatura dei vari strati. Alla fine, si potrebbe dire che è come fare per tutta la vita lo stesso dipinto, che è poi quel che fa sì che i dipinti di un'artista possono distinguersi da quelli degli altri per essere caratterizzati da qualcosa che viene definito"stile", o "maniera".
Sabato 16 gennaio, ho deciso che non aveva senso proseguire, il quadro può funzionare nell'insieme, tutti i ripensamenti e le idee susseguitesi nel corso del lavoro, potranno trovare spazio in lavori futuri. Pur non escludendo che potrei tornarci sopra fra qualche tempo, considero questo un quadro finito. La locomotiva ha il suo peso, si inserisce bene nel paesaggio, le fumate e gli scarichi di vapore sbuffano, lo sfondo evoca uno spazio maggiore di quello che si vede, ed anche il posizionamento degli alberi di qua del muro suggerisce un avvallamento del terreno. Per le lontananze è stato molto utile l'azzurro cobalto,spento con terra verde e bianco di zinco, il giallo di cadmio ha trionfato nel dare contrasto alla vegetazione più vicina, gli stacchi rossi opportunamente assorbiti dalle altre colorazioni svolgono egregiamente la loro funzione. Fondamentale il violetto, che avevo snobbato per anni, per la trasparenza delle ombre. Ripensandoci, penso che per la profondità avrei dovuto riferirmi all'ampio respiro delle montagne di Segantini, applicandolo a quel claustrofobico ambiente industriale, ma non ci ho propio pensato, cercando cerebralmente in mie trascorse impressioni. 
Nel periodo delle feste ho avuto modo di lavorare più intensamente, guardando il lavoro e considerando i vari elementi, devo dire che mi son sentito so0ddisfatto solo della locomotiva e degli sbuffi. ho ripreso quindi il colore dell'erba e delle piante, e la loro disposizione. Non sento ancora la profondità del fondo, e lo spazio tra gli alberi. Cercherò di risolvere con velature, e vitalizzando il metallo sudato della locomotiva. Anche gli sbuffi vanno elaborati, facendo attenzione che non diventino di cemento, dovrò cercare di fare sbuffi definendo le masse con la divisione del colore, ma sarà un'altro quadro, più concentrato sul soggetto, qui troppi elementi disperdono l'attenzione. Se si fosse trattato di una commissione, avrei già dovuto concludere, ma probabilmente sarei partito da un cartone studiato e definitivo, variando poco nell'esecuzione. Ma qui ho voluto che fosse la pittura a prevalere, e forse avrebbe funzionato meglio su un'immagine più semplice. Comunque la Pittura è un viaggio continuo, ogni quadro ha una sua storia, ed a volte pare che vengano da sè cose che sono invece il risultato di percorsi, forse per la prossima seduta avrò trovat0 l'equilibrio soddisfacente, si tratterà forse di interventi leggeri , fatti con sguardo diverso.